Macchine diverse, alcune vecchie, e un gestionale che c’è già. Si può fare?

Dipende da quanto è aperta ogni macchina, e lo scopriamo insieme prima del preventivo. GI4 lavora sulle linee che hai, in azienda, e parla con i sistemi che hai già.

Parliamo del tuo impianto

Il problema

«Pronto all’uso, d’accordo. Ma quanto ci vuole davvero?»

Quanto è aperta la macchina decide tutto

GI4 non si costruisce: si configura. Ma leggere e scrivere su una macchina dipende da come è fatta, e a volte serve la collaborazione del costruttore. È un limite di chiunque faccia questo mestiere: la differenza sta nel saper chiudere il cerchio quando la strada maestra non c’è.

Per questo non esiste un listino rigido, e la valutazione della macchina viene prima di qualunque preventivo.

Software PLC e pannello in mano a GEM
Si fa tutto: si aggiungono aree dati e si espone esattamente ciò che serve. È il caso delle macchine e dei quadri costruiti da GEM.
Un canale standard
OPC UA, Modbus, S7: si legge ciò che il costruttore ha esposto. Se una grandezza non è pubblicata, non c’è.
Nessun canale
Si studia la macchina, oppure si aggiunge hardware — sensori, moduli, gateway — per portare fuori il dato.

Il problema

«Devo buttare via il mio MES?»

Sotto, accanto o al posto del gestionale

No. GI4 può stare sotto un MES come esecutore, accanto come osservatore, o al suo posto se non c’è. Dal gestionale può ricevere lotti, prodotti e ricette e portarli in macchina.

Il canale è MQTT, OPC UA, servizi HTTPS, database o file di interscambio. Il protocollo è standard, il significato dei messaggi di ogni gestionale no: ogni integrazione si fa su misura — si è già fatta molte volte, e ogni volta sul gestionale di quel cliente.

Il problema

«Dove finiscono i miei dati?»

In azienda, in due archivi

GI4 gira in edge, su Docker: sui server dell’azienda oppure, negli impianti più piccoli, su un NAS preconfigurato fornito da GEM. I dati di produzione non vanno nel cloud. Si consulta da browser, su computer e dispositivi mobili.

Ogni dato finisce in uno dei due archivi, in entrambi o in nessuno, deciso parametro per parametro: il database relazionale per il valore attuale e la storia delle variazioni — chi, quando, con quale lotto e ricetta —, il database delle serie temporali per come la macchina si è comportata nelle ultime ore.

Il problema

«Quanto lavoro per aggiungere una macchina?»

La configurazione è un file, non un progetto

Ogni macchina ha il suo catalogo di parametri: dove leggerli, di che tipo sono, dove archiviarli, ogni quanto e oltre quali soglie vale la pena scrivere un campione. Dal file di configurazione linea e macchina si generano da sole, con tutti i parametri, e l’acquisizione parte.

I motori di acquisizione hanno un cuore standard — lettura, normalizzazione, scrittura, soglie — e bordi su misura per ogni macchina: protocollo, indirizzi, significato dei valori. Alla scrittura aggiungono il contesto: utente al pannello, lotto e ricetta attivi.

Il problema

«Cosa devo prendere, esattamente?»

Un nucleo e i moduli che servono

Al centro c’è il nucleo: i motori di acquisizione e i database. Sopra, due interfacce web: l’App GI4, che gestisce lotti, ricette, utenti e cause di fermata, e MIO, per cruscotti e analisi.

Si aggiungono quando servono KID, l’accesso degli operatori con chiave RFID, e l’agente di intelligenza artificiale che interroga i dati di GI4 conoscendo l’impianto.

Si parte da una macchina e si cresce fino a linee, reparti e stabilimenti. Nessun canone obbligatorio e nessuna licenza per utente o dispositivo: il sistema si acquista una volta e resta all’azienda.

Quanto è aperta la tua macchina?

È la domanda che decide tempi e costi di ogni installazione GI4. La risposta la cerchiamo insieme, sull’impianto, prima di qualunque preventivo.

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